29
Nov
09

Dentro e fuori – prima puntata

Nel “Serpente Piumato” , libro molto bello di Xu Xiaobin, uno dei personaggi dice alla protagonista: “Non c’è niente di più triste che avere un cuore giovane in un corpo vecchio” e la protagonista risponde: “No, la cosa pù triste è avere un cuore vecchio in un corpo giovane”.

Capita, no? capita a molti e molto spesso che ci sia questa discordanza tra ciò che si sente dentro e ciò che si è fuori. L’esempio più eclatante sono le disfunsioni di genere: sentirsi donna dentro ed essere uomo fuori, o viceversa, non è comune, ma neppure raro, e sempre, mi sa, una gran bella tragedia.  Non credo, però, sia l’unica possibile contraddizione: spirito e materia pare che trovino molti e svariati ring dove darsela di santa ragione e noi, poveri umani, siamo spesso belli che impicciati in questo scontro cosmico.

Per quanto mi riguarda (questo è il mio blog, è implicito che debba parlare di me, perciò smettetela di sbuffare!) mi sa che mi sono sempre sentita e comportata come se fossi una bella donna. A scanso di qualsiasi equivoco, non sto affatto dicendo che sono “bella dentro”, secondo quel luogo comune per cui la cosiddetta bellezza interiore, intesa come insieme di qualità spirituali, sia più importante della bellezza esteriore.  E non sto neppure a discutere su questo, perchè non è di virtù e qualità che ho intenzione di parlare. Quel che intendo, quando affermo che mi sono sempre sentita e comportata (con tutto il bagaglio di stronzaggine, ritrosia, orgoglio che ciò comporta) come una bella donna, intendo proprio da un punto di vista strettamente estetico. Sì, sì, va bene, ce li ho gli specchi e mi ci guardo spesso, come chiunque, ma mi basta allontanarmici di due o tre passi per ripiombare nella mia ferma convizione.

Patologico esempio di  discordanza tra dentro e fuori…

In Second Life, a parte i niubbi e coloro che proprio se ne fregano, quasi tutti sono belli, quindi non è che la ricerca della costruzione di un avatar bellissimo sia una cosa tanto originale. Ho l’impressione però che la maggior parte della gente si accontenti di comprare una bella shape di associarvi una bella skin e tutto più o meno finisce lì.

Ma io no… o no, e che stiamo scherzando?! Io la shape me la sono costruita da me, pezzettino per pezzettino, millimetro per millimetro, e continuo a sistemarla, aggiustarla, levigarla, manipolarla, ridurla, aumentarla, accattocciarla, stropicciarla… La skin è poi oggetto insonne di una ricerca continua, inesausta  e perciò, a tutt’oggi, niente affatto esaurita (l’argomento capelli preferisco, neppure sfiorarlo, perché è un tale abisso senza fondo, da cui questo blog potrebbe non riprendersi mai più). Il quadro della perfetta second-narcisista si completa con l’innumerevole quantità di autoritratti che ho scattato nel corso di questi sei mesi di vita virtuale. Snapshot che messi insieme,  uno dopo l’altro, fanno la storia della mia evoluzione da seminiubba a supermodel (ahahahahah). Eccone un mini-documento:

Ieri

Oggi

Dentro e fuori… come dicevo… perchè, a quanto pare, Second Life è la mia Casablanca.

To be continued….

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