A volte capita, per i motivi più disparati, che i confini del nostro mondo reale si restringano come un guscio. Alcuni il guscio se lo cercano, altri non ci soffrono molto a starci dentro ( può essere, infatti, molto comodo e protettivo), ad altri invece può creare un senso di disagio. Negli ultimi tempi la mia real life è molto simile ad un guscio, i cui confini si sono ristretti, non tanto da farla somigliare ad una prigone, ma abbastanza per provocarmi un certo fastidio.

Una delle peculiarità di Second Life, però, è la possibilità di esplorare mondi che nascono dai sogni e dalla passione di tante persone di talento, perciò una delle attività preferite da molti dei suoi abitanti è quella di visitare queste numerose e spesso splendide terre. Certo, questo non può davvero sostituire un viaggio reale che è un’esperienza complessa, che coinvolge tutti i sensi, le emozioni, la mente, il pensiero. Nessuna viaggio virtuale può rimpiazzare i profumi, la sensazione del sole sulla pelle e dell’aria che entra nei polmoni, nè il senso di straniamento, la sopresa di fronte all’inatteso, la gioia del riconoscimento, il sollievo o il rincrescimento del ritorno.

Eppure esplorare Second Life può essere divertente e, ad un livello più profondo, persino questa sorta di surrogato può suggerire esperienze e infondere emozioni. E’ vero, esse si limitano a provenire da un unica fonte: la vista, e ciò può apparire veramente limitante. Ma non sempre, non sempre. Perchè, spesso, basta anche la stimolazione di un solo senso affinchè si metta in moto l’immaginazione, la facoltà più  vivificante e coinvolgente, capace di aprire alla visione. E la visione è lì dentro di te, vivida, da molto prima che qualcosa di esterno la stimoli e la faccia emergere.

Si dice che Emilio Salgari, che ha descritto nei suoi romanzi i luoghi più esotici della sua terra di allora, le jungle più misteriose, i mari lontani e sconfinati, le albe e i tramonti su terre sconosciute, le notti più nere del mantello di molte belve, i sentimenti di chi è braccato, o di coloro che si perdono e si ritrovano, non si sia mai spostato dalla sua casa e che  le sue avventure le creava sui libri e sugli  atlanti. Mi chiedo cosa avrebbe provato davanti agli “spazi” visivi di Second Life.

Quale occasione rappresenta la virtualità per chi sa immaginare?

Così, per questa estate, dentro il mio guscio, ho viaggiato attraverso Second Life con curiosità e allegria, esagerando alla grande, perchè qui, si possono fare cose (o immaginare di fare cose)  che i limiti fisici del mondo reale ci proibiscono o ci rendono difficile.

Perciò, ad esempio, si può ballare sulla Torre Eiffel di una immaginaria Parigi sul mare.

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Aggirarsi con aria intellettuale in un solo giorno per  musei ai lati opposti del mondo,

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magari per poi scoppiare a ridere senza motivo davanti alla  foto della casa sulle cascate di Wright.

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E ancora, partecipare ad un safari fotografico in Africa, senza il timore di finire nel ventre dei nostri affascinanti quanto affamati modelli.

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O, infine, perdersi, maliconicamente, tra le rovine misteriose di civiltà scomparse da secoli.

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E tutto ciò senza mai scalfire il guscio… Vi pare poco!

Credits

All Photos

Skin: Petal doe 2 by Curio

Eyes: Angelina’s  Eyes by Eish

Poses: Garbo AO and Poses 3 by BehaviorBody

Photo 1

Location: Paris – New York

Hair: Zoe – Natural Blond by Maitreya

Dress: Thalia’s Fashion Gift by Thalia’s Fashion Collection

Photos 2 and 3

Locations: 1 Virtual Bucharest 2 The Frank Lloyd Wright

Dress: Kei plum by ElDee

Hair:  Jess gift by TRUTH

Shoes: Coquette by Kalnins Footwear

Glasses: sorry I don’t know, they are a gift

Bag: Shoulder bag  Paris Pink, gift by MALT

Photo 3

Location: Cape Town Africa inSL!

Outift and shoes: salopette brown and boots by BG Moda

Necklace: Loveable Necklace, gift by MALT

Bag and bracelet: Medicine Hip Bag and bracelet by Jinn Pow Kinn

Hat: Barbara Hat, gift by TESLA

Photo 4

Location: The Ruins Music Stage on Pathfin

Dress and Bindis:  Calangute dress in blue and Indian Bindi (gift)  by Zaara

Necklace: Roundie necklace gold by YourSkin & YourShape Shop

Bracelets: I don’t know, sorry ^^

Hair: Zoe – Natural Blond by Maitreya

PS: un particolare ringraziamento a Sabin Ferraris per avermi fatto conoscere The Ruins


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